Presentazione

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Questo vocabolario nasce dal piacere di vivere le parole come emozioni, sapori, nostalgie. In questo senso può essere usato non solo per la ricerca, ma anche semplicemente sfogliandolo, scoprendo che è come sfogliare un album di antiche fotografie, che risvegliano vecchi ricordi o ci fanno vivere con consapevolezza diversa parole che usiamo quotidianamente. La sua stesura corrisponde anche al desiderio di non far perdere nel nulla un patrimonio di cultura che va scomparendo, spesso trascurato o addirittura più o meno segretamente considerato come motivo di vergogna, per il suo influsso nella nostra capacità di parlare, scrivere e pronunciare correttamente nella lingua italiana. In secondo luogo rimane pur sempre un piacere del collezionismo, il perseguimento infinito di qualche tipo di completezza.

Materiali su internet utili per il dialetto siciliano

Dialettando
Gino Carbonaro, Indovinelli osceni
Giuseppe Tuccio
Lingua siciliana. Contiene, tra l’altro, una pagina con l’audio dei diversi fonemi del siciliano.
Modi di dire in Siciliano
Moroldo Arnaldo, Dictionnaire étymologique (È un sito in francese, in apertura non lo dice, ma è un vocabolario etimologico del siciliano)
Origini siciliane nella lingua italiana
Salviamo il Siciliano
SiciliaFan
Sicilian language
Terra di Sicilia
Vocabolario siciliano etimologico
Wikipedia in siciliano
Zàghiri e Parmi

Ringraziamenti

Gradiamo contributi di qualsiasi genere: suggerimenti, segnalazioni di errori, improprietà, commenti, approfondimenti, etimologie, materiali multimediali. Ove è stato possibile il nome è linkato al sito personale. Può essere opportuno precisare che, nella marea di parole suggerite su facebook per l’inserimento nel vocabolario, diverse volte ho preso una rapida decisione, poiché altrimenti avrei dovuto aprire una specifica discussione per ciascuna parola. In ogni caso, nulla in questo vocabolario è da considerare chiuso e definitivo, ma tutto è sempre aperto ad ulteriori discussioni.

Criteri usati nella stesura del vocabolario modicano

  1. Non ci sarebbe motivo di costruire un vocabolario doppione di quelli della lingua siciliana già esistenti. Qui però intendiamo limitarci al contesto, inevitabilmente approssimativo, del territorio modicano. Questo ci permette sia di non perderci nel mare del vocabolario siciliano, sia di evidenziare particolarità, a volte perfino esclusive, dell’ambiente modicano.
  2. In considerazione di ciò, cerchiamo di limitare la raccolta dei termini in base ai criteri seguenti, da non intendersi comunque in senso troppo restrittivo.
    2.1 La parola deve risultare effettivamente, anche se non esclusivamente, diffusa nell’ambiente modicano, nel passato o nel presente. Nei casi dubbi cerchiamo di avvalerci della testimonianza di più persone.
    2.2 La parola non dev’essere troppo facilmente riconducibile al suo equivalente italiano, a meno che non conservi qualche peculiarità modicana per il modo in cui è usata. Sarebbe fin troppo semplice, ma soprattutto inutilmente ridondante, partire dal vocabolario italiano e tradurre una per una tutte le parole in modicano.
    2.3 Non si richiede che la parola risulti attestata in testi scritti. Questo può rendere la selezione incerta, poco affidabile, nella misura in cui sono incerte le tradizioni orali, tuttavia vale la pena di affrontare questa difficoltà, visto che le tradizioni orali conservano spesso tracce culturali altrimenti destinate all’oblio.Un vocabolario che si accosta alle caratteristiche del presente lavoro è quello di Giovanni (Nannino) Ragusa (1911-1998), Vocabolario italiano-siciliano ibleo-italiano, Kromato Edizioni, 1991-2016. Oltre a questo, lo stesso autore ha pubblicato anche una Grammatica critico-comparata del dialetto della Sicilia sud-est o modicano, 1976. A questo proposito è opportuno chiarire le caratteristiche di questo vocabolario, rispetto a opere simili:- esso si pone come forum, luogo di discussione, quindi itinerario culturale previsto come permanente, senza una conclusione;
    – in questo senso si avvale di contributi collettivi, inserti multimediali, e quindi foto, audio, video, che consentono approfondimenti impossibili su un testo cartaceo;
    – il lavoro non si propone un livello di approfondimento omogeneo: trattandosi di un itinerario culturale, piuttosto che di un vocabolario nel senso tradizionale del termine, è destinato a contenere ampliamenti di estensione del tutto differente tra le singole voci.
Consonanti sottolineate Nel dialetto modicano troviamo suoni consonantici evidentemente rafforzati rispetto al suono normale. Queste intensificazioni possono risultare in certi casi filologicamente fuorvianti se trascritte con consonante doppia; tuttavia potrà accadere che l’utente, nello sforzo di immaginare in che modo la parola è scritta, basandosi sul suono che è riuscito a conoscere, cerchi la parola con consonante doppia. Per quanto possibile cercheremo di riportare tutte le varianti, in modo da agevolare al massimo il reperimento. Indicheremo quindi graficamente le consonanti, che hanno suono evidentemente rafforzato, sia sottolineandole, sia riportando la stessa parola con consonante raddoppiata Per ragioni tecniche di ordinamento alfabetico preferiamo invece non usare segni di apostrofo, se non nelle frasi citate all’interno della voce.
d, d Nel dialetto modicano esistono due tipi di suono d, importanti perché in qualche caso possono anche produrre differente significato tra parole omografe, come tra codda (corda) e codda (colla), iaddina (giardini) e iaddina (gallina). Il primo di questi è duro, spigoloso, uguale al suono italiano, come in damatrìci, caddarella; l’altro, solitamente derivato nella parola da un’originaria l (elle), è più rotondo e addolcito e in questo vocabolario è indicato sottolineando la d.
gghi, gghe Un suono tipico dell’ambiente modicano è la g dolce presente in termini come figghiu, famigghia. A questo riguardo troviamo sufficiente la semplice trascrizione gghi, gghe, che viene ad essere il corrispondente modicano del suono che il altre zone della Sicilia è invece di g dura come nell’italiano ghiotto.

r Nel modicano esiste un tipo di r pronunciata in maniera particolarmente marcata e stridula. Questo suono si troverà trascritto con una r sottolineata.

  1. Nel dialetto modicano è molto diffusa l’abitudine a fondere le r impure con la consonante successiva, raddoppiandola. Ad esempio, abbiamo cuttu per curtuaggèntu per argèntu. Per questo fenomeno sono opportuni due chiarimenti: quando risulti molto evidente la somiglianza con la parola italiana, è possibile che quella dialettale non venga inclusa nel vocabolario. È il caso, ad esempio, del citato aggèntu: sebbene in certi casi la consonante raddoppiata possa depistare il lettore, il progetto attuale del vocabolario non prevede di includere indifferentemente tutte le parole esistenti, ma intende limitarsi a quelle che in qualche misura si discostano dall’italiano. Quando invece il termine sia inserito nel vocabolario, si è cercato sempre di includere entrambe le forme, allo scopo di favorirne la ricerca.

Un mio video sui suoni del dialetto modicano

 

 

Altre note linguistiche

Roberto Lo Guzzo mi ha portato ad osservare che nel nostro dialetto ci sono certe forme doppie che non sono sempre intercambiabili. Una è l’infinito del verbo essere: le due forme sono èssiri e siri. Si può dire “U puttau all’èssiri” e in questo caso caso essiri non può essere sostituito da siri, pur avendo lo stesso significato. Un’altra è rapùtu e apiettu. Si può dire “Quantu voti anu rapùtu” e anche in questo caso rapùtu non può essere sostituito da apiettu, pur avendo lo stesso significato.


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